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Portarsi il pranzo a casa: è legale

Portarsi il pranzo a casa: è legale

Riportiamo un articolo molto interessante apparso sul sito della Coldiretti.
La giurisprudenza si adegua ai nuovi tempi: la famosa “doggy bag”, ovvero l’incarto con i resti del pranzo non consumato presso l’esercizio di ristorazione, potrà essere asportato. Come da sentenza 29942 della Cassazione.
La sentenza è chiara: al cliente va riconosciuto come proprio il pasto non consumato, con relativo diritto all’asporto.

La sentenza addirittura giustifica l’avventore che, in risposta al disservizio del ristoratore, si sia esposto a ingiuria e diffamazione per il mancato recapito dei resti del pasto. Nel caso specifico, presso un albergo del Trentino, l’avventore aveva espresso critiche (equiparando il servizio di albergo ad “uno schifo”) che avevano visto intraprendere un’azione legale da parte del titolare dell’esercizio.

Per la Cassazione invece, il diritto di critica è legittimo, sia riferito a cibi solidi che liquidi (l’avventore intendeva riempire la borraccia con acqua avanzata e sul tavolo, peraltro regolarmente pagata entro il più ampio servizio di ristorazione).

FONTE: Sicurezza alimentare e produttiva