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Rientrare a casa con specialità alimentari del paese in cui si è stati in vacanza

Rientrare a casa con specialità alimentari del paese in cui si è stati in vacanza

Visto che le vacanze estive si stanno avvicinando, ho pensato fosse cosa utile pubblicare un articolo apparso sul sito ufficiale della Commissione europea. Sostanzialmente  è stato pubblicato un vademecum dal titolo “Tempo di vacanze: consigli utili per un’estate senza pensieri“. Esso riporta una serie di consigli utili a tutti i viaggiatori per evitare problemi sopratutto alle dogane.
Ecco cosa dice il Vademecum:

–    È illegale rientrare nel proprio paese dalla maggior parte dei paesi non membri della UE portando con sé prodotti a base di carne o latticini indipendentemente dal fatto che siano destinati al consumo personale o a essere regalati ad altri.
–    Chi torni dalle Isole Færøer, dalla Groenlandia o dall’Islanda può portare con sé fino a 10 chili di taluni prodotti di origine animale, latte in polvere per lattanti, preparazioni alimentari per bambini e alimenti speciali (anche per animali da compagnia) necessari per motivi sanitari. Per essere trasportati, tali prodotti devono essere contenuti in confezioni sigillate, non pesare più di due kg né richiedere refrigerazione prima di essere aperti.
–    È possibile portare con sé dalla Groenlandia determinati prodotti ittici e alcuni crostacei fino a un peso massimo di 20 chili. Le restrizioni di peso non si applicano alle isole Færøer e all’Islanda.
–    Per altri prodotti di origine animale (p.es. miele), esiste un limite di due kg.
–    Quanto sopra non si applica né al trasporto di prodotti di origine animale tra paesi all’interno della UE né a trasporti in provenienza da Andorra, Liechtenstein, Norvegia, San Marino e Svizzera.
–    La UE può introdurre restrizioni se si manifestano malattie infettive in animali di paesi terzi.
–    In caso di dubbio, è buona regola informarsi presso il servizio veterinario del punto di entrata nella UE (aeroporto, porto, valico stradale, ecc.).

È importante rammentare che queste regole esistono per proteggere la salute di tutti e del patrimonio zootecnico UE da gravi patologie animali.