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La Francia stabilisce norme precise per supermercati e ristoranti contro lo spreco alimentare.

La Francia stabilisce norme precise per supermercati e ristoranti contro lo spreco alimentare.

Il 3 Febbraio 2016 il parlamento francese ha approvato la legge contro lo spreco alimentare. Il Senato ha approvato il provvedimento che impedisce ai supermercati di gettare il cibo, obbligandoli ad accordarsi con le associazioni per la sua distribuzione.

Lo scorso autunno il ministro dell’ecologia, Ségolène Royal, aveva immediatamente convocato i rappresentanti della GDO, per trasformare in impegni volontari le disposizioni della legge bocciata. I nomi dei grandi distributori che non avessero aderito sarebbero stati resi pubblici e questo non avrebbe costituito per loro una buona pubblicità, perché i francesi sono consapevoli dello scandalo dei rifiuti alimentari.

La legge approvata prevede una gerarchia delle azioni da adottare per combattere lo spreco alimentare:

  • prevenzione,
  • utilizzo degli alimenti invenduti attraverso la donazione o la trasformazione,
  • loro destinazione all’alimentazione animale,
  • produzione di compost utilizzabile in agricoltura
  • impiego a fini energetici, in particolare per la produzione di biogas.

Se una catena di supermercati   tratta come rifiuti dei prodotti invenduti ancora consumabili, viene punito con un’ammenda di 3.750 euro. Inoltre, la legge stabilisce che nessuna disposizione contrattuale può impedire la donazione di alimenti invenduti con il marchio del distributore. Per facilitare questo tipo di donazione, viene modificato il regime giuridico sulla responsabilità del produttore. Infine, per i punti vendita con una superficie superiore ai 400 mq, la donazione del cibo invenduto (prossimo alla data entro la quale è “preferibile” consumarlo) viene sottoposta all’obbligo di stipula di una convenzione con associazioni caritative.

Nella nuova legge e’ prevista una gerarchia delle azioni da mettere in campo per evitare lo spreco: dalla prevenzione all’utilizzo a fini energetici passando dal recupero attraverso il consumo umano o per l’alimentazione degli animali. La normativa, inoltre, rende obbligatorio il ricorso a una convenzione tra un distributore di derrate alimentari e un’associazione caritativa. Sono previste inoltre delle sanzioni per evitare la distruzione volontaria delle derrate alimentari ancora consumabili da parte del commercio al dettaglio e modifica le normative sulla responsabilità dei produttori sui prodotti difettosi. Infine integra la lotta allo spreco alimentare nel percorso scolastico e nel campo della responsabilità delle imprese.

Sempre in Francia, dal 1° gennaio è entrata in vigore una disposizione di una legge sui rifiuti biodegradabili del 2010, nota come “Grenelle 2”, che obbliga i ristoranti che producono più di 10 tonnellate di rifiuti organici l’anno, pari a 150-200 pasti al giorno, a recuperarli, destinandoli, ad esempio, alla produzione di biogas. All’inizio di gennaio, sui media francesi si era diffusa la notizia, poi rettificata, che i ristoranti fossero anche obbligati a offrire ai clienti un contenitore per portare via il cibo avanzato, la cosiddetta doggy bag. In realtà, si tratta solo di un consiglio formulato dall’associazione dei ristoratori (Umih), che ha pubblicato una guida per la lotta allo spreco alimentare e ha stretto un accordo di partnership con la società TakeAway, specializzata nella commercializzazione di contenitori per il cibo avanzato e sacchetti per le bottiglie di vino non consumato.

FONTE: Il Fatto Alimentare; La Repubblica.it