142016Apr
Imballaggi alimenti: aspetti tecnici e normativi

Imballaggi alimenti: aspetti tecnici e normativi

Imballaggi alimentari – MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) – Attenzione crescente e normativa europea in continua evoluzione. I MOCA si evolvono e cresce il problema della sicurezza degli alimenti con cui essi vengono a contatto.

MOCA, acronimo per Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti, comprende sia gli oggetti utilizzati per cucinare sia quelli atti ad imballare, conservare e consumare gli alimenti. Di conseguenza i materiali utilizzati sono svariati: carta, vetro, materiali plastici, poliaccoppiati, ceramica, alluminio, banda stagnata, silicone, ecc. L’utilizzo sempre più diffuso degli imballaggi e la loro evoluzione ha migliorato notevolmente la conservazione degli alimenti e la loro shelf life, nonché agevolato non di poco il trasporto e la distribuzione, non più solo a livello locale ma globale. Con l’evoluzione dei materiali a contatto con gli alimenti, si è dovuto affrontare il problema della sicurezza degli alimenti con cui essi vengono a contatto. Uno degli aspetti principali è la migrazione di sostanze estranee all’alimento e potenzialmente pericolose per la salute. I materiali si evolvono e con essi anche le normative di riferimento. Il mercato richiede materiali sempre più performanti ma anche sostenibili dal punto di vista ambientale. Ecco che i nuovi materiali plastici di origine vegetale, così come le bottiglie per l’acqua minerale di materiale riciclato (DM 113/2010), trovano spazio all’interno di questo settore molto variegato. Nuovi materiali vuol dire anche nuove molecole che vanno ad aggiungersi, come additivi o coadiuvanti, a materiali già conosciuti e utilizzati da tempo o a sostituire quelli già esistenti. La normativa deve stare al passo con i tempi per assicurare l’utilizzo corretto dei nuovi materiali o di quelli modificati che vengono a contatto con gli alimenti. Anche la ricerca in campo medico si occupa da tempo di questo aspetto che concerne i materiali. Sono sempre più numerosi gli studi epidemiologici che riguardano gli impatti sulla salute derivanti dall’accumulo nell’organismo di molecole potenzialmente tossiche provenienti da materiali a contatto con alimenti.

Normativa

Sia la normativa italiana che quella comunitaria hanno affrontato la tematica della sicurezza dei MOCA. A regolamenti quadro come il Regolamento (CE) n.1935/2004 si affiancano quelli specifici per tipologia di materiali. In particolare, il Regolamento (CE) n.1935/2004, stabilisce i requisiti generali cui devono rispondere tutti i materiali ed oggetti in questione, mentre misure specifiche contengono disposizioni dettagliate per i singoli materiali. Il Regolamento stabilisce che tutti i materiali ed oggetti devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione e, in condizioni d’impiego normale o prevedibile, non devono trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari e comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche. Nel Regolamento inoltre si dà la possibilità di riciclo di manufatti in plastica dando indicazioni generiche sui processi industriali da utilizzare. L’argomento viene meglio affrontato nel Regolamento CEE 282/2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti. Nel 2012 la Regione Piemonte ha stilato le Linee Guida per il Controllo Ufficiale dei MOCA, con lo scopo di uniformare la metodologia dell’attività di campionamento e ispettiva. Esse prevedono modalità condivise per assicurare una sorveglianza efficace sui materiali prodotti e commercializzati, attraverso un sistema capillare di ispezioni presso le aziende del settore. Si è posta particolare attenzione alla conoscenza da parte del produttore del materiale utilizzato e delle condizioni d’uso previste. Le allerte comunitarie in campo di materiali a contatto con alimenti interessano maggiormente imballaggi di provenienza extra comunitaria e in particolare la migrazione globale, la presenza di metalli pesanti, e di altre sostanze potenzialmente pericolose.

Visto l’accrescersi della globalizzazione dei mercati, di cui quello alimentare non fa eccezione, si assiste costantemente all’aumento dell’importazione e dell’esportazione di materiali destinati al contatto con gli alimenti. I controlli sono stati intensificati e sono nati organismi preposti al controllo del rispetto dei parametri legislativi definiti e alla segnalazione, a livello europeo, di eventuali allerte per prodotti non sicuri per il consumatore. Ne è un esempio il sistema di allerta rapido RASFF che consente di notificare, in tempo reale, i rischi diretti e indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto e quindi di adottare tempestivamente le opportune misure di salvaguardia e comunicarle a tutti i membri del network. Istituito sotto forma di rete, i cui punti di contatto sono la Commissione europea, gli Stati membri dell’Unione e l’EFSA, si attiva quando un prodotto che presenta o può presentare un pericolo, ha raggiunto il mercato comunitario. Le informazioni viaggiano attraverso il sistema sotto forma di notifiche che possono essere distinte in allerta (massimo grado di pericolo, rischio grave per la salute, occorre adottare misure immediate), information (il prodotto a rischio non ha raggiunto il mercato o è scaduto e quindi non occorre adottare misure urgenti), news (informazione di carattere generale relativa ad una non conformità registrata in un Paese membro o in un Paese terzo, che può essere utile agli altri per orientare i controlli ufficiali) e border rejection (informazione relativa al respingimento alle frontiere di una partita non conforme alle norme comunitarie. Dà inizio alla serie dei controlli accresciuti su partite assimilabili per origine e matrice).

Interazione fra normativa comunitaria e nazionale

La normativa nazionale già esistente e quella comunitaria in continua evoluzione si intrecciano e interagiscono fra loro. Sui principi generali fa fede la legislazione comunitaria su quella nazionale, anche se in linea di massima contengono gli stessi principi generali. La normativa comunitaria disciplina però al momento solo alcuni specifici materiali, come le plastiche, i materiali attivi e intelligenti. In mancanza di misure specifiche comunitarie il Regolamento (CE) n.1935/2004 non impedisce agli Stati Membri di mantenere o adottare disposizioni nazionali, a condizioni che siano conformi alle norme del trattato. L’Italia ha numerose disposizioni di carattere specifico tuttora in vigore, non ancora armonizzate e stabilisce le sanzioni. In mancanza di misure specifiche nazionali e comunitarie si applicano i requisiti generali di cui all’art 3 del Reg 1935/2004.

Compiti e responsabilità dei produttori MOCA

Il Reg. CE 2023/2006 fa riferimento alle GMP dei materiali e degli oggetti di cui all’art. 3 del Reg. CE 1935/2004: essi devono essere fabbricati, compresi quelli riciclati, nel rispetto delle norme generali e specifiche sulle GMP. I produttori di MOCA, tenuti quindi ad istituire un controllo qualità durante il processo di lavorazione, trasformazione e distribuzione, devono ricorrere a verifiche documentali. In particolare devono elaborare la dichiarazione di conformità (DDC) con relativa documentazione di supporto. La dichiarazione di conformità deve viaggiare e scortare nei vari movimenti i MOCA ed essere consegnata dal fornitore al ricevente. La DDC contiene specifiche di composizione dei materiali e dell’approvvigionamento, certificazione di conformità da parte dei fornitori, rapporti di prova su sostanze di partenza, documentazione su materie prime e semilavorati. Ad eccezione del consumatore finale, la stessa deve essere aggiornata ogni qualvolta avvengono modifiche sostanziali, mentre il produttore deve trattenere per sé la documentazione di supporto comprensiva dei “documenti operativi” riguardanti modalità di selezione dei materiali, la registrazione dei dati di produzione, i controlli della produzione, gli esiti delle analisi di laboratorio, le azioni correttive, i controlli sul prodotto finito, la gestione di magazzino e spedizione-trasporto, la formazione. Dal canto suo, l’industria alimentare deve richiedere al produttore, o al distributore all’ingrosso e/o importatore la DDC. L’art. 17 Reg. Ce n.1935/2004 prevede inoltre la rintracciabilità dei MOCA.

Particolare attenzione alle materie plastiche

La plastica è il materiale che, a causa delle sua versatilità, trova impiego in molteplici utilizzi. Per i materiali plastici c’è una legislazione Europea armonizzata. Si tratta del Regolamento 10/2011, riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, che sostituisce vecchia Direttiva 2002/72/EC e i suoi numerosi emendamenti e modifiche. Il Regolamento risponde all’esigenza derivante dalle numerose innovazioni che hanno riguardato negli anni i materiali plastici. Sono sempre più numerosi infatti gli imballaggi che utilizzano più strati di materie plastiche diverse. Questi materiali multistrato devono essere analizzati al fine di stabilire un’eventuale interazione con l’alimento e la passaggio di sostanze negli alimenti. Il regolamento costituisce una misura specifica ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1935/2004 e stabilisce norme specifiche per la fabbricazione e la commercializzazione di materiali e oggetti di materia plastica destinati ad entrare in contatto con i prodotti alimentari, oppure già a contatto con i prodotti alimentari, oppure di cui si prevede ragionevolmente che possano entrare in contatto con prodotti alimentari. Nel giugno 2014 sono state emanate le Linee guida dell’Unione Europea per l’applicazione del Regolamento UE 10/2011 sulle materie plastiche.

Focus su…

Il compito generale di valutare le sostanze destinate all’utilizzo nei materiali a contatto con gli alimenti come pure quella di svolgere valutazioni supplementari del rischio in relazione a tali materiali è svolto dal gruppo di esperti scientifici sui materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti alimentari (gruppo CEF). L’attività del gruppo si basa sulla disamina delle informazioni e dei dati scientifici presentati da chi richiede un’autorizzazione. Il gruppo scientifico CEF risponde anche a richieste ad hoc della Commissione europea di sottoporre a revisione alcuni materiali a contatto con gli alimenti alla luce di nuove informazioni scientifiche e/o mutate condizioni e/o d’uso. Le ultime indagini hanno riguardato tra l’altro il Bisfenolo A (BPA) e i materiali attivi e intelligenti per il confezionamento. Il BPA è una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione con altre sostanze per produrre plastiche e resine, per produrre recipienti per uso alimentare come le bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, i biberon, le stoviglie di plastica (piatti e tazze) e i recipienti di plastica. Residui di BPA sono presenti anche nelle resine epossidiche usate per produrre pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini. Nell’ultima valutazione sull’esposizione dei consumatori al bis-fenolo A e la tossicità della sostanza, l’EFSA ha concluso che il BPA non rappresenta un rischio per la salute della popolazione di alcuna fascia di età (inclusi feti, neonati e adolescenti), ai livelli attuali di esposizione. I materiali attivi a contatto con gli alimenti assorbono o rilasciano sostanze per migliorare la qualità dell’alimento confezionato o prolungarne la conservabilità. I materiali intelligenti a contatto con i prodotti alimentari servono anche a monitorare lo stato dell’alimento confezionato o dell’ambiente intorno a esso, per esempio fornendo informazioni sulla sua freschezza. Nell’agosto del 2009 l’EFSA ha pubblicato linee guida per la presentazione dei fascicoli di richiesta relativi alla valutazione della sicurezza di sostanze attive e intelligenti utilizzate negli imballaggi alimentari. Da allora sono stati dati diversi pareri.

FONTE: Macchine Alimentari di Stefania Milanello