292020Lug
L’ALIMENTAZIONE GIOCA UN RUOLO ESSENZIALE NELL’INFIAMMAZIONE E NELLA BATTAGLIA CONTRO IL COVID-19

L’ALIMENTAZIONE GIOCA UN RUOLO ESSENZIALE NELL’INFIAMMAZIONE E NELLA BATTAGLIA CONTRO IL COVID-19

Mantenersi in forma è importante: riduce il rischio di sviluppare malattie come obesità, diabete di tipo 2 ed ipertensione. L’alimentazione inoltre influenza la “forma” del sistema immunitario e può essere importante per evitare una forma severa di Covid-19. Cerchiamo di capire il perché….

L’alimentazione è un bisogno primario dell’essere umano e consiste nell’atto di assumere cibo. Un’alimentazione corretta è condizione necessaria per conservare un buono stato di salute.
Sembra scontato, vero? – Beh, per molti non lo è.
Circa il 39% della popolazione adulta mondiale è sovrappeso e il 13% è obesa. E come se questo dato non fosse già abbastanza allarmante, più di 350 milioni di bambini e adolescenti nel mondo sono sovrappeso oppure obesi.
Pensate che questo sia un problema che non ci riguardi?
Non è così, purtroppo. Nonostante negli ultimi 10 anni si osservi un lento trend positivo, in Italia il 9,3% dei bambini è obeso, con picchi del 17% in alcune regioni del sud.
L’obesità, quando non è dovuta a malattie genetiche, disfunzioni ormonali oppure all’assunzione di specifici farmaci, è causata da un eccessivo apporto di calorie associato ad una vita sedentaria. L’obesità non è quasi mai una malattia “solitaria”. Spesso si manifesta insieme ad altre patologie quali il diabete di tipo 2, l’ipertensione, l’iperlipidemia. La compresenza di obesità e diabete di tipo 2, quest’ultimo caratterizzato da elevati livelli di zuccheri nel sangue causati della ridotta sensibilità dei tessuti all’ormone insulina, è comunemente nota come diabesità (o diabesity), ed è frequentemente associata a malattie cardiovascolari con conseguente aumentata mortalità.
Nel caso del Covid-19, è stato visto che obesità, diabete di tipo 2 e ipertensione sono tutti fattori di rischio che possono portare a gravi complicanze.
Ma perché l’obesità e le patologie associate all’obesità aumentano il rischio di sviluppare un’infezione severa da SARS-Cov2? Ecco alcune delle ipotesi più probabili:
  1. La ridotta riserva cardiorespiratoria presente nei pazienti obesi che, già in assenza di patologie infettive polmonari rappresenta un fattore predittivo di mortalità, può aggravare il danno polmonare, favorire l’ipoventilazione e peggiorare la sindrome da distress respiratorio causata dal Covid-19.
  2. L’infezione da SARS-Cov2, nelle fasi più avanzate di malattia, si caratterizza per un rilascio massivo di molecole infiammatorie, chiamato “cytokine storm”, il quale si associa a gravi complicanze. L’obesità e il diabete di tipo 2 sono caratterizzate, già in assenza di infezione, da un elevato stato infiammatorio. Questo stato infiammatorio è notoriamente elevato anche nei soggetti anziani, proprio quei pazienti nei quali l’infezione da Covid-19 sappiamo essere più letale. Pertanto, l’infiammazione cronica associata ad obesità e diabete, nei soggetti più anziani, potrebbe contribuire ad amplificare l’alterazione del sistema immunitario, comportando un rilascio massivo di molecole infiammatorie con conseguenti effetti molto dannosi.
  3. Il recettore ACE2, utilizzato dal SARS-Cov2 per infettare le cellule, è espresso nel grasso, e prevalentemente nel grasso viscerale, che si accumula nei pazienti obesi. Il grasso potrebbe rappresentare un reservoir per l’accumulo del virus. Il SARS-Cov2 potrebbe quindi venire rilasciato dal grasso nel tempo, con conseguente attivazione prolungata del sistema immunitario e sviluppo di infiammazione diffusa.

Considerando anche che i soggetti obesi hanno una ridotta risposta al vaccino antinfluenzale, tanto che hanno il doppio del rischio della popolazione non obesa con uguale carica anticorpale di sviluppare l’influenza, si evince come una buona forma fisica, e quindi una corretta alimentazione associata ad esercizio fisico quotidiano, giochino un ruolo importante nella battaglia contro il virus.

In che modo l’alimentazione influenza la “forma” del sistema immunitario?
Una dieta ricca di carboidrati raffinati, zuccheri semplici e bassi livelli di fibre, grassi insaturi e antiossidanti può portare all’attivazione cronica del sistema immunitario. Tale regime alimentare induce uno stato lipotossico e attiva il sistema immunitario innato attraverso i cosiddetti toll-like receptors presenti su macrofagi, cellule dendritiche e neutrofili, che a cascata inducono il rilascio di mediatori pro-infiammatori e l’attivazione di altri effettori del sistema immunitario. Livelli cronicamente elevati di acidi grassi nel sangue possono causare danni alle cellule muscolari (anche quelle del cuore), insulino-resistenza e alterazioni delle cellule che ricoprono i vasi sanguigni. Inoltre, obesità e diabete alterano il profilo e la funzione di linfociti T rendendoli più attivati ed infiammatori nei tessuti periferici, come ad esempio il grasso viscerale, e potenzialmente capaci di indurre insulino-resistenza.
Il sistema immunitario di un soggetto obeso non è “in forma”, e questo, come è facilmente intuibile, può avere importanti implicazioni nella difesa dell’ospite contro i virus (14), incluso il SARS-Cov2.
Ma cosa si intende per corretta alimentazione?
Seguendo, anche noi, i suggerimenti dell’ISS, raccomandiamo una dieta povera di carboidrati raffinati, zuccheri semplici e grassi saturi, ricca di fibre, grassi insaturi e alimenti con proprietà antiossidanti quali frutta e verdura. Consigliamo di bere molta acqua, e di limitare l’utilizzo di sale per contrastare l’ipertensione, fattore di rischio per sviluppo di una malattia da SARS-Cov2 severa. Suggeriamo, pertanto, di seguire la Dieta Mediterranea come importante fattore di prevenzione non solo per il Covid-19, ma anche per malattie metaboliche come obesità e diabete.
Naturalmente l’importanza dell’alimentazione non sminuisce quella delle terapie mediche, quando necessarie, e dei vaccini, quando disponibili.

di Giulio Liguori & Alessandra Petrelli – Tratto dalla pagina Facebook di PILLOLE DI OTTIMISMO


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